Internet, Informazione e Democrazia

Internet, Informazione e DemocraziaQuesta mattina ho seguito la prima parte del Forum organizzato dall’Unione Cattolica della Stampa Italiana, in un auditorium che ha impiegato troppo tempo a riempirsi rispetto all'elevata qualità degli interventi.

A discutere dell'informazione sostenibile su Internet c'erano esponenti della cultura, laica e cattolica.
Alcuni di essi hanno messo in evidenza la necessità di individuare una governance globale: Gianluca Comin ha proposto di definire un codice deontologico di scrittura professionale, Massimo Milone ha suggerito di costruire un'etica dei media, Giancarlo Zizola ha sostenuto l'introduzione di una infoetica con le analoghe capacità della bioetica per la medicina.

Altri invece rifiutano qualsiasi filtro, come Padre Antonio Spadaro che, apprezzando la condivisione e la partecipazione dei social network, considera affidabile l'autorevolezza di chi scrive.
Anche Stefano Rodotà ha affermato l'esigenza di andare "oltre la governance di Internet", poiché le attività di regolamentazione per la comunicazione in Rete sono già svolte da organismi come l'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers). Ma poi, il giurista ha ricordato con stupore come perfino Vinton Cerf auspica la definizione di norme internazionali, universalmente accettate.

Non è facile proteggersi senza intaccare i valori di Internet: quali libertà garantire in Rete e come far rispettare le regole ?
E poi Internet si teme o si considera un'opportunità ? All'ultima domanda posta ai presenti da Luca De Biase, tutti hanno mostrato di cogliere soprattutto il secondo aspetto della Rete, nonostante il giornalista abbia notato nei ragazzi "trasformazioni antropologiche" che fanno riflettere.

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