High Tech High Touch

High Tech High TouchIeri, economia, creatività ed innovazione insieme hanno dimostrato ancora una volta che l’incontro tra più culture genera interessanti collegamenti, anche tra mondi diversi.

A discutere di high tech high touch (concetto introdotto nel 1982 dal futurologo John Naisbitt nel bestseller “Megatrends”), sono intervenuti professori universitari ed esponenti aziendali, favorevoli allo sviluppo di integrazioni multidisciplinari, da cui cogliere vantaggi ed opportunità.
Così la comunicazione, in grado di trasformare le tecnologie e le relazioni sociali, negli ultimi cinque anni ha attirato un incremento degli investimenti pari al 2% (rilevazioni UPA). Tuttavia, ai benefici generati dalle nuove sinergie sono collegati alcuni rischi da tenere in considerazione, come lo “stress tecnologico”.

Da non sottovalutare poi neanche l’aspetto disumanizzante, emerso soprattutto durante l’inquietante intervento di Gianluca Nicoletti. Citando lo scienziato Edoardo Boncinelli (“Sarà un ingegnere il nostro Ippocrate”), il mass-mediologo ha sostenuto che adeguarsi alle evoluzioni del pianeta significa riprogettare continuamente il corpo umano, perfino con elementi inorganici. E la metafora ricorrente del telefonino come “protesi antropomorfa” ne è un tipico esempio.

Il convegno è stato organizzato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Facoltà di Economia, nell’ambito della sesta edizione del Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media, con il patrocinio di Ferpi e la collaborazione di Enel.
Qui il programma.

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