hcp34 - Golf & Web

5 domande a Fulvio Golob

2 Settembre 2008

hcp34 In un editoriale, lei scriveva che ogni anno torna sul mitico Old Course di St. Andrews. Con che handicap gioca e qual è il suo colpo preferito ?
FG Ho avuto la fortuna di recarmi a St. Andrews cinque volte negli ultimi sei anni. Il posto è meraviglioso e i percorsi sono da sogno. L’Old Course sembra magico: basta trovarsi alla partenza della 1 o sul green della 17 e della 18 per provare emozioni irripetibili. Per un golfista, ovviamente.
Ma i miei campi preferiti in quell’area sono Carnoustie (il meglio dell’antico) e Kingsbarns (il meglio del moderno). Gioco da qualche tempo un triste golf attorno al 24 di handicap e per quanto riguarda il colpo preferito posso banalmente dire che è quello che mi riesce, quando mi riesce… Dico sempre che se il golf mi amasse quanto io amo lui, sarei nato scratch. E invece…
Golf Around the World

hcp34 Il prossimo ottobre uscirà il libro Golf Around the World, scritto insieme a Giulia Muttoni, dove sono stati recensiti i 50 campi più belli. Può darci qualche anticipazione ?
FG Sono ancora in attesa di vedere il libro finito, ma dovrebbe essere un buon prodotto. Con Giulia Muttoni abbiamo lavorato per più di sei mesi sul progetto che, oltre a quella italiana, avrà varie edizioni straniere. In realtà i campi sono più di 50 e non necessariamente i “più belli” quanto quelli che all’estetica possono affiancare anche storia, tradizione o collocazione geografica particolare.
Sono però stati inseriti anche campi molto recenti e, in quel caso, la componente ambientale è stata decisiva. Con i percorsi pubblicati nel libro abbiamo davvero fatto il giro del mondo, da Scozia, Inghilterra, Galles e Irlanda ai principali Paesi europei, agli Stati Uniti, al Canada e via negli altri continenti, fino a toccare luoghi lontanissimi fra loro quali ad esempio Sudafrica, Mauritius, India, Cina, Giappone, Cile, Argentina, Brasile, Australia e Nuova Zelanda.

hcp34 The LPGA Tour intende risolvere alcuni problemi di sponsorship, causati dalle top player che non parlano un inglese fluente, imponendo dal 2009 la conoscenza della lingua. In rete, se ne sta discutendo e non sempre in modo positivo (alcuni pensano sia eccessivamente discriminante). Qual è invece la sua opinione ?
FG L’imposizione è senz’altro eccessiva, ma è difficile pensare di frequentare tornei in ogni parte del mondo senza conoscere l’inglese, lingua cosmopolita e golfistica per eccellenza. E’ indispensabile conoscere l’inglese almeno quanto basta per capire e farsi capire senza troppi problemi: nessuno pretende una laurea ad honorem a Oxford o Cambridge.

hcp34 La chiusura del magazine Golf for Women, che ha generato stupore e delusione in tutti, come influenzerà il business-plan del bimestrale Ladygolf & Style ?
FG Non ne posso parlare per il semplice motivo che non è stata ancora presa alcuna decisione in merito, dopo la sospensione delle pubblicazioni negli USA.

hcp34 Il progetto editoriale della rivista che lei dirige, Il Mondo del Golf, è stato recentemente migliorato, riscuotendo meritati gradimenti. Sono previsti interventi di restyling anche alla versione sul web ?
FG Ringrazio per i complimenti. Effettivamente ci giungono continue e generalizzate conferme della costante crescita di gradimento della rivista. Anche il sito fra breve sarà riveduto e corretto, con un taglio molto più aggiornato dell’attuale.

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