I Golf Bresciani (recensione)
Massimo Ghidelli, giornalista pubblicista (si occupa di promozione economica e marketing turistico), ha scritto un interessante libro fotografico accogliendo Storia, aneddoti, curiosità da Presidenti, Direttori di circoli, giocatori, caddie. Il prestigioso volume è dedicato all’insegnamento di “donne e uomini sovente sconosciuti a tutti noi, la cui passione e i generosi sentimenti hanno originato un circuito golfistico di prim’ordine all’interno del quale turismo, sport e lezioni di vita si combinano felicemente”. Ed è difficile non appassionarsi alle numerose vicende, narrate con garbo ed affabilità dall’autore !
Il golf dell’estesa provincia lombarda è destinato a diventare “una importante risorsa per il turismo”, scrive Ghidelli, anche perché Brescia è immersa in un ambiente paesaggistico vario e ricco di suggestivi scorci naturali (con laghi, pianure, colline e monti). La Lombardia poi “vanta il maggior numero di giocatori d’Italia, con 60 circoli e 23mila tesserati”. E Brescia ha strutture golfistiche (3 campi da 27 buche, 1 da 18 e 2 da 9, oltre ai campi pratica) affascinanti, spesso caratterizzate da una storia centenaria.
Infatti, mentre è quasi impossibile stabilire dove e quando è nato il Golf, dal momento che ogni Paese (dalla Gran Bretagna all’Italia alla Cina) vanta tradizioni e primati, al contrario è più facile risalire alle origini del golf bresciano, “relativamente giovane”. Ad esempio, il Golf Bogliaco (terzo in Italia) fu fondato dal lungimirante albergatore Stefano Billia, il 12 settembre 1912 sul lago di Garda. I ricordi legati al circolo sono intensi, come gli entusiasmi di epoche lontane, descritti fedelmente dall’autore.
Inoltre, i circoli bresciani hanno il vantaggio di consentire al turista di giocare “ogni giorno su un campo diverso”. Dopo Bogliaco, Ghidelli racconta gli episodi più significativi del Golf Club Arzaga, circondato da verdi boschi montani, dell’internazionale Gardagolf, di Franciacorta (1927), definito da Lorenzo Silva un campo insidioso, di Pontedilegno, a 1.500 metri d’altezza e delimitato da abeti, della Serenissima, del recente e frequentatissimo Bresciagolf, del nuovo e pianeggiante Colombaro, di Alpiaz Montecampione in Valle Camonica.
Tra le tante curiosità descritte, rimangono impresse la nascita del termine caddie (derivante dal francese cadets ed introdotto da Maria Stuart, regina di Scozia) e le astuzie degli inglesi per giocare la domenica, quando il golf era proibito. Se penso che l’autore non frequenta ancora i campi da golfista, mi sorprende rilevare osservazioni come questa: “Per giocare dobbiamo avere sogni, obiettivi, traguardi. Non chiediamo ad altri di insegnarci segreti che stanno dentro di noi, poiché si rischiano figuracce”.
Spero di leggere ancora altri libri di Ghiselli, magari sui Golf Romani.
| Introduzione Prefazione Il cuore del golf Golf e Turismo, un binomio vincente Un po’ di storia Il golf non è sempre quel che si crede I golfisti siamo noi Circolo Golf Bogliaco Dal caddie al manager Giocare a Bogliaco Golf Club Arzaga Giocare ad Arzaga |
Country Club Gardagolf Giocare a Gardagolf Golf Club Franciacorta La via bresciana allo Champagne Giocare in Franciacorta Golf Club Pontedilegno Giocare a Pontedilegno Associazione Dilettantistica Golf Serenissima Country Club Bresciagolf Golf Club Il Colombaro Golf Club Alpiaz Montecampione I Golf Bresciani, dati e indirizzi |
Editore: La Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori
Collana: Territori bresciani nr. 27
Edizione: novembre 2007
Pagine: 141
Prezzo: €40,00






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