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Parco di Roma

3 Gennaio 2007

Parco di Roma Golf ClubIl più giovane campo golfistico della capitale, a 10 minuti dal centro, è stato realizzato all’interno dello splendido Parco di Veio, un’oasi naturalistica di 15.000 ettari istituita da una Legge regionale del 1997, delimitata dalle strade statali di via Cassia e via Flaminia. La sorprendente tranquillità in cui si è avvolti appena superato l’ingresso del Club, fanno completamente dimenticare la vicina e trafficata metropoli. Un breve sentiero, delimitato da ridenti camelie ornamentali, introduce in uno scenario armonioso e fiabesco, dominato dall’antico Castello nobiliare della famiglia Crescenzi, rimasto sostanzialmente inalterato durante il trascorrere dei secoli. Il romantico edificio, recentemente abitato dai Borghesi, ora è stato trasformato in una struttura adibita ad ospitare cerimonie e ricevimenti per oltre 400 persone.

Nell’ambiente particolarmente scenografico, sfruttando un’insenatura collinare naturale, sono stati costruiti il vasto campo pratica, in cui è possibile usufruire di un numero illimitato di palline acquistando l’accesso al Parco di Roma Resort, e lo spettacolare putting green, simile ad un mini-golf attraversato da piccoli ruscelli e dotato perfino di sabbiosi bunker.

Le 18 buche del percorso, il primo di un ambizioso progetto che prevede presto di aggiungerne ancora altri due Par 72, sono state disegnate valorizzando le profonde vallate ricche di storia, testimoni di civiltà ed epoche lontane. Non è raro, infatti, scorgere lungo gli ondulati fairways tratti di mura tufacee, risalenti agli insediamenti etruschi, un enorme patrimonio artistico ed archeologico che inorgoglisce i soci del Club romano.

La vegetazione rigogliosa della macchia mediterranea ed i folti boschi di querce e di lecci, rifugio di numerose specie di animali, costeggiano i tanti dislivelli del tecnico campo, dove dai punti pià alti come in un belvedere si può spingere lo sguardo fino ad ammirare la bellissima cupola di San Pietro.
Il suggestivo percorso, modellato dall’americano P.B. Dye in modo da “usare ogni bastone e ferro della vostra sacca, da applicare tutto il repertorio dei vostri colpi”, è l’deale per i giocatori con handicap medio-basso. I green, spesso a due/tre livelli con complesse curve e pendenze, sono trattati applicando metodologie all’avanguardia per esaltare le proprietà del tappeto erboso, sempre curatissimo. Nel 2004, il Club ha ospitato la diciassettesima edizione dell’Open femminile, vinto dalla spagnola Ana Sanchez.

2 Risposte a “Parco di Roma”

  • giuseppe
    16 Dicembre, 2009 at 09:45

    Grazie, sono il Direttore….! e leggo solo ora il suo commento..
    ha detto delle cose molto carine sul nostro impianto, e vorrei invitarLa nuovamente a farci visita… abbiamo ulteriormente migliorato la struttura…!! venga ci fa molto piacere.


  • Trudy
    16 Dicembre, 2009 at 09:54

    Buongiorno Direttore,
    grazie per il suo gentile invito ! Sicuramente, tornerò a visitare il Parco di Roma, è un'oasi di verde nel cuore della città. A presto.


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