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Circolo del Golf di Roma Acquasanta

3 Gennaio 2007

Roma Acquasanta Golf ClubCostruito sulla Via Appia nel terreno di 50 ettari leggermente collinoso del Principe Torlonia, il più antico Club d’Italia ha questo nome poiché si trova vicino ad una sorgente d’acqua ferruginosa e terapeutica, le cui proprietà erano apprezzate già nel 1615 dal Papa Paolo V. Nel 2003, in occasione dei cento anni trascorsi dalla fondazione del Club, è stato emesso un francobollo celebrativo del valore di € 0,77, stampato in tre milioni e cinquecentomila esemplari, dove è raffigurato un golfista in azione e, sullo sfondo, uno scorcio della sede e dei campi di Golf.
La lunga ed affascinante storia del Club è minuziosamente descritta nel libro “Circolo del Golf di Roma 1903-1993″ (Edizioni De Luca), a partire dalla iniziale ricerca da parte dei golfisti anglosassoni di individuare un’area adeguata dove praticare il gioco, fino ad allora svolto nelle Ville Pamphili e Borghese. Tra gli aneddoti più curiosi, si ricorda che nel 1910 nonostante il Re d’Italia avesse concesso il patronato, tanto desiderato dai soci britannici, il Club non cambiò mai la propria denominazione sociale, a causa dell’opposizione di un solo socio antimonarchico.
A frequentare il Club erano soprattutto i nobili e le illustri famiglie, italiane, inglesi ed americane. I verbali delle assemblee, prima bilingue (inglese ed italiano), vennero scritti esclusivamente in italiano a partire dal 1930, quando su proposta del Conte Faà di Bruno (in seguito eletto Presidente della Federazione Italiana di Golf) la presenza italiana nel Consiglio Direttivo divenne in numero superiore.

Moltissimi sono gli indimenticabili successi sportivi del Club, tra cui quelli ormai leggendari conseguiti da Isa Goldschid Bevione, presente perfino nel Guinness dei primati per aver conquistato ventidue volte il titolo del Campionato italiano. Si ricordano ancora i brillanti risultati raggiunti dalla squadra maschile del Club, vincitrice per diciassette volte del Campionato Nazionale, ed i sette titoli della squadra femminile; dei tre Open disputati, il primo fu vinto da Ugo Grappasonni (1950) ed il terzo da Massimo Mannelli (1980). Dei quattro Campionati Omnium, Pietro Manca conquistò titolo di Campione italiano nel 1940, vinto l’anno successivo da Ugo Grappasonni, l’anno dopo da P.Travaini e nel 1967 dal professionista Roberto Bernardini.
Nell’Albo d’Oro sono registrati i detentori del record del campo (63): Roberto Bernardini (1967) ed il dilettante Angelo Croce (1968).

Il percorso golfistico, al 6° posto nel ranking nazionale effettuato dal magazine “Golf Digest” (maggio 2005), è cambiato poco rispetto al progetto originario, essendo inserito in un’oasi naturale, dove scorre il fiume Almone (divinità minore della mitologia romana), ed archeologica, adiacente ai resti dell’Acquedotto Claudio (ben visibile dal dog-leg della buca 7) ed al mausoleo di Cecilia Metella. Alle prime nove buche ne vennero aggiunte altrettante solamente nel 1913, completando un campo di cui non bisogna sottovalutare né la lunghezza, né la presenza di insidiosi fossati. Ad esempio, la buca 11, classificata come la più facile del percorso (handicap18), è attraversata frontalmente da un ruscello, mentre il green è difeso da cinque bunker.

E’ uno dei rari circoli italiani a consentire l’accesso ai cani.

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